David Sandlin, 76 Manifestations of American Destiny: Mythic Heroes, Mythic Villains.

​America tra mito e storia: David Sandlin in mostra a Booklyn

Se siete di passaggio a New York e volete uscire dalle rotte turistiche più battute, recatevi alla mostra di stampe, dipinti, disegni e libri d’artista di David Sandlin. La manifestazione, partita sabato e aperta al pubblico fino al 27 luglio, si concentra sul più recente lavoro dell’artista, 76 Manifestations of American Destiny: Mythic Heroes, Mythic Villains, ma raccoglie anche altri lavori a questa connessi. Per due mesi, presso il Brooklyn Army Terminal in Sunset Park, Brooklyn, l’associazione culturale Booklyn esibirà numerosi lavori prodotti da Sandlin in trentacinque anni di carriera, tra i quali  libri d’artista in serigrafia, Risograph zines, e pubblicazioni in offset.

Finora, Sandlin ha realizzato tre (III e III) dei sei volumi che completeranno il progetto di una serie di volumi prodotti a mano in serigrafia.

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A sample of the three books’ covers.

Ogni libro si presenta con una copertina rigida con disegni distesi su una doppia pagina. Benché ogni immagine possa lavorare come opera a sé, tutte le tavole possono essere connesse per formare un’unica linea narrativa lunga più di otto metri.

Nell’utilizzare un libro prolungabile, l’artista ha voluto riflettere sulla continua espansione americana. Mentre si sfogliano le pagine di questi libri, si ha la sensazione di percorrere un viaggio su strada, il mitico road trip rappresentato da numerosi scrittori e registi, attraverso i paesaggi, la storia e i miti americani. Le illustrazione di Sandlin vi porteranno non soltanto attraverso le paludi, i cieli carichi di cumulo nembi e i paesaggio extraurbani, ma vi faranno esplorare anche aspetti della storia e della leggenda americana che perseguitano il presente. Nelle sue pagine s’insinuano ideologie fino a poco tempo fa considerate sepolte o perlomeno moribonde—quali il destino manifesto e l’eccezionalismo americano—le quali, invece, sono state resuscitate da nativisti, nazionalisti e simili, .

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La serie è ispirata alle stampe del grande artista giapponese del diciannovesimo secolo Taiso Yoshitoshi e il suo capolavoro Le cento lune. Nella sua opera, Yoshitoshi ha ritratto famosi guerrieri Samurai, tragici amanti, e famosi malandrini. Dal canto suo, Sandlin rappresenta leader politici e militari, disastri ambientali e scandali sessuali. Inoltre, così come l’artista giapponese ha inserito allusioni a poemi classici della sua tradizione, Sandlin usa immagini tratte da celebri canzoni country americane, come Long Black Veil e In the Pines.

Colori vivaci, verve e intelligenza caratterizzano l’approccio di Sandlin al commento culturale e politico. L’autore s’ispira apertamente a maestri della satira quali Goya, Gilray, and Dix mescolandoli con elementi tratti tanto dall’arte visionaria del diciannovesimo secolo (William Blake) quanto da alcuni maestri dei fumetti del ventesimo (Jack Kirby).

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La sua opera offre una narrativa visuale, spesso non lineare. Nel terzo volume della serie, per esempio, i lettori si trovano di fronte a numerosi fantasmi che popolano l’inconscio collettivo americano: sotto a una testa senza volto, in cui è riconoscibile Abraham Lincoln, che rappresenta “eroi che costantemente ed eternamente spariscono e ricompaiono,” osserviamo una mescola di “eterne verità, speranze, e sogni” soffocate tra “menzogne immortali” e “razzismo onnipresente.”

Ogni paginone introduce i lettori in un microcosmo, dove dettagli della vita quotidiana si stagliano sullo sfondo di tensioni etiche e politiche collettive. Le vite individuali e i loro significati s’intrecciano con paesaggi ideologici più ampi, tanto che queste pagine sembrano mappe: i lettori esplorano, assorbono le informazioni assaporandone ogni elemento e continuando a muoversi tra i particolari e il quadro generale.

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La filosofa Adriana Cavarero afferma che il disegno e la storia si realizzano sempre dopo gli eventi: entrambi arrivano da una prospettiva postuma. Pertanto, “l’unità figurale del disegno, il significato unitario della storia, può essere posta, da chi la vive, solo in forma di interrogazione. O, forse, di desiderio” (Cavarero, 8).

Le immagini di Sandlin ritraggono il desiderio dell’artista di rappresentare lo sfruttamento a fini politici e ideologici dell’iconografica archetipica americana. Ma manifestano anche il trauma provocato dai disastri naturali causati dalle estrazioni per ottenere energia: dalla deforestazione alla deturpazione di montagne per l’estrazione del carbone, dall’inquinamento dell’acqua e dell’aria alle fuoriuscite di petrolio, dagli scioglimenti dei ghiacciai agli incidenti causati da guerre e avidità. Piuttosto che presentare una narrativa unitaria, che imporrebbe un ordine alle contraddizioni del reale, la sua “epica canzonatoria” rappresenta frammenti di pensiero che sollevano problemi, i quali, a loro volta, colgono l’inquietudine di questi paradossi.

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L’artista sparge sulle pagine del libro brani di testi, singoli versi, parole prese da molteplici fonti: dalla musica country a discorsi storici fino ai testi sacri. Così come ha fatto per altre forme di rappresentazione lineare, Sandlin frammenta anche il linguaggio, pensato come uno strumento che impone un ordine e una gerarchia alla vita. E in questo gesto, che sembra una nota a margine, raccoglie la tensione tra la società americana e la sua epoca.

Nel guardare il turbine d’immagini e parole e la loro eclettica rete di riferimenti, ho apprezzato la possibilità di affacciarmi per pochi istanti sull’esplosivo desiderio di questo artista. Ho goduto della sua capacità di esplorare importanti questioni sociali, ambientali e politiche mescolando passato e presente, letteratura e musica, fumetti e pittura. Ma soprattutto, ho ammirato la sua abilità nel riflettere sull’imprevedibilità del reale. Fluttuanti tra nubi e vapori, i miti americani si accompagnano a aggettivi quali  “disappearing,” “reappearing,” and “ever present,” giocando con l’illusione della storia pensata come a una narrativa monolitica e facendocela pensare, invece, come a una catena scossa da tali miti.

A completare la mostra ci sono altri libri d’artista in serigrafia, Risograph zines e altre pubblicazioni in offset che dimostrano l’ampia gamma di tecniche per la stampa e la rilegatura impiegate dall’artista nel corso della sua carriera. L’inclusione di queste pubblicazioni vuole illustrare il profondo intreccio tra i temi della cultura, della politica e della storia americana e la biografia dell’artista in media diversi e lungo la sua intera produzione. “Come creatore di stampe e libri—i mezzi perfetti per la sovversione democratica poiché sono economici, riproducibili e trasportabili—voglio fare la mia parte,” ha detto Sandlin.

Tutte le immagini di questo post sono pubblicate per gentile concessione di Booklyn. I contenuti di questo post, incluse le immagini, sono pubblicati con licenza CC BY-NC.

Ulteriori informazioni

David Sandlin è pittore, stampatore e fumettista, nato a Belfast, nell’Irlanda del Nord, e residente a New York City. Ha esposto i suoi dipinti e le sue stampe sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo. I suoi fumetti e le sue illustrazioni sono apparse su The Best American ComicsThe New Yorker, Raw, e altre pubblicazioni. Ha ricevuto riconoscimenti, premi e borse di studio dalla Guggenheim Foundation, il Cullman Center for Scholars and Writers, la Pollock-Krasner Foundation, la New York Foundation of the Arts, la Swann Foundation for Caricature and Cartoon, e altre istituzioni. Insegna l’arte della stampa, della composizione e dell’illustrazione di libri presso la School of Visual Arts in New York City.

Visitate la mostra all’indirizzo 140 58thStreet, Brooklyn, NY11220.

Connettetevi con il Booklyn su Instagram/Facebook/Twitter: @booklynart.

Chiamate: 718-383-9621.

Fonti

Cavarero, Adriana. Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione.Milano, Feltrinelli: 1997.

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